In questo periodo siamo tutti protagonisti di una fase di trasformazione globale che attraverso il Covid19 sta facendo il giro del mondo. Stiamo scrivendo nuove pagine della storia e stiamo scrivendo nuove pagine dei Registri Akashici. In entrambi i casi ciò che lasciamo è un’impronta indelebile che influenzerà le generazioni che verranno.

Nel tormentone mediatico che questa pandemia ha generato molti termini sono entrati a far parte del nostro vocabolario: epidemia, pandemia, contagio, contenimento e la tanto sofferta quarantena.

Tra tutte le letture che si possono fare su questo momento vorrei soffermarmi proprio su quest’ultimo termine, quarantena, e scoprire insieme il suo significato.

Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento definiscono i momenti salienti dell’esperienza di fede. E’ il tempo dell’attesa, della purificazione, della rinascita, è il tempo delle decisioni consapevoli.

Durante il diluvio universale, Noè trascorre quaranta giorni e quaranta notti nell’arca. Dopo il diluvio, attende altri quaranta giorni prima di toccare la terraferma (Gen 7,4.12;8,6).

La vita di Mosè è scandita da tappe fondamentali della durata di quarant’anni ciascuna; aveva ottanta anni (40+40) quando ha portato in salvo il suo popolo dall’Egitto. Quaranta giorni e quaranta notti sono invece il tempo che ha trascorso sul monte Sinai dove ha ricevuto le Tavole della Legge.

Il profeta Elia, che i cabalisti identificano nell’Arcangelo Sandalphon, impiega quaranta giorni per raggiungere l’Oreb, il monte dove incontra Dio (1 Re 19,8).

Quaranta sono anche gli anni del regno di Saul (At 13,21); di Davide (2Sam 5,4-5) e di Salomone (1Re 11,41).

Nel Nuovo Testamento, Gesù prima di iniziare la vita pubblica si ritira nel deserto per quaranta giorni (Mt 4,2); e quaranta sono i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi discepoli, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo (At 1,3).

Questo è il motivo per cui nel culto cristiano quaranta (quaresima) sono i giorni per poter risorgere (Pasqua).

Il quaranta è un numero che possiede una grande energia di guarigione. Nel Kundalini Yoga quaranta sono i giorni (minimi) in cui si pratica una kriya; è il tempo necessario per resettare la nostra matrix, eliminare una cattiva abitudine, un’attitudine compulsiva e riavviare il sistema con un software aggiornato. Una volta liberato il subconscio possiamo sperimentare nuovi schemi di percezione, di pensiero e di azione.

Il modo in cui stiamo affrontando la nostra quarantena determinerà pertanto la ripresa che avremo una volta finita l’emergenza perché quando torneremo nel mondo non saremo più le persone che eravamo. Ricordatevi che ogni emozione, ogni pensiero, ogni respiro, ogni azione resta impressa nei nostri registri personali.

Non riempiamo pagine scritte dalla paura, dalla rabbia non permettiamo a queste emozioni di annidare in noi. Cerchiamo invece di stimolare la creatività. Ci sono moltissime cose a cui possiamo dedicarci. Inutile stare a pensare ai problemi oggettivi che tutti dovremo affrontare, non possiamo risolverli adesso, lo faremo ma non adesso!

Il Covid19 ci ha svegliati e spinti, verso una trasformazione delle abitudini, verso una visione diversa del lavoro, ha ribaltato le nostre priorità, ci ha fatto mettere a fuoco cosa non va più bene nella nostra vita, un potenziamento delle nostre percezioni e delle nostre capacità senza precedenti!

Il mondo intero ha bisogno di cooperazione, anche il Papa lo ha detto sul sagrato della Basilica davanti ad una piazza San Pietro deserta: “nessuno si salva da solo!”. Senza rendercene conto stavamo correndo verso una separazione senza ritorno. Ora siamo precauzionalmente distanti ma costretti a cooperare per il bene comune.

E’ bastato fermarsi quaranta giorni perché il pianeta respirasse di nuovo, perché gli animali si riappropriassero del loro territorio, perché le acque tornassero limpide.

Possiamo imparare molto da questa quarantena e accedere ai piani più alti dell’esistenza con consapevolezza.

Nel linguaggio degli Angeli, vedere ripetutamente il numero quaranta è un messaggio con cui i nostri amici invisibili ci dicono che sono al nostro fianco e, nella prova, ci guidano e ci amano.

Come vedi sta a noi dare un senso positivo o negativo alle prove che affrontiamo. Tu cosa scegli?

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