Da quando ho percepito la prima volta il sussurro degli Angeli non posso fare a meno di inserirli in ogni mia conversazione. Non è una scelta o un atto indotto volontariamente. Gli Angeli sono ormai parte integrante di me al punto che mi chiedo: “come ho fatto a passare attraverso le vicende della mia vita senza aver sviluppato questa consapevolezza?” In realtà lo so. Le ho attraversate subendo la pressione degli avvenimenti e da questa pressione spesso venivo schiacciata, soffocata. Oggi non è più così. Non passa giorno in cui io non abbia la prova della loro presenza e del loro amorevole aiuto.

Quando affermo questo in presenza di persone scettiche sull’ argomento, con l’aria di chi la sa lunga, mi viene rivolta la domanda: “hai la prova, puoi dimostralo?” Ecco, sono convinta che in questa domanda risieda il dramma dell’occidente.

Come ho scritto in Angeli e Religione, gli Angeli sono aconfessionali e per riuscire a percepire la loro presenza ed entrare in contato con loro non è necessario aderire ad alcun credo religioso. La fede però bisogna coltivarla. Ogni essere umano ha bisogno di un altare dove poggiare la testa!

Pensateci un attimo. Quante volte per avvalorare una teoria in merito a sogni, anima, visioni, reincarnazione o avvenimenti apparentemente inspiegabili ci siamo giocati la carta del “anche la scienza lo afferma!” Questa fiducia nella scienza non è forse l’equivalente della fede? Molte delle scoperte scientifiche che hanno cambiato il mondo e l’umanità sono state il frutto di un intuizione. L’intuizione non è dimostrabile, se affiora e la segui significa che hai fede nel tuo Sé profondo; se al contrario la reprimi, resti ad attendere le prove.

Qualche millennio fa per Angeli si intendevano già energie del nostro universo. Gli egiziani e gli ebrei hanno studiato molto queste energie fino ad elaborare una precisa tipologia: settantadue energie attribuibili ad altrettanti tipi umani. Capire queste energie, riconoscerle in se stessi e negli altri, lasciarsi guidare è un passo necessario.

La cosa che mi affascina dello studio dell’angelologia è come tutto è meravigliosamente collegato: settantadue energie angeliche, settantadue i canali energetici principali che attraversano il nostro corpo, settantadue le pulsazioni al minuto del cuore che garantiscono la circolazione sanguigna.

Dal momento in cui nasciamo, ognuno di noi ha un Angelo, definito erroneamente Angelo Custode, in realtà è un Angelo Protettore o Angelo della fascia Zodiacale, che ci accompagna e ci guida. Scoprire il suo nome è semplice: ogni Angelo ha il proprio domicilio in uno spazio zodiacale di cinque gradi (giorni), da cui influenza il corpo fisico e la parte materiale della vita delle persone nate in quei giorni. Inoltre, ogni Angelo regge un giorno ogni settantadue, a rotazione, per esercitare un’influenza sui nostri sentimenti : 72 x 5 = 360. Haziel, studioso di angelologia, afferma che i cinque giorni mancanti per coprire l’anno (365) sono attribuiti alle Intelligenze che presiedono ai quattro elementi, ai quattro punti cardinali, alle quattro parti del cerchio che corrispondono agli equinozi e ai solstizi, alle quattro stagioni. Resta un altro giorno, consacrato al Gran Principio e quando l’anno è bisestile ne restano due, numero attribuito al Genio dell’uomo. Nella numerologia il cinque è il numero del maestro e mi piace pensare che i cinque giorni siano consacrati ai Maestri ascesi. A partire dall’ indomani del proprio compleanno, contando il 73° giorno possiamo risalire ai cinque giorni di reggenza annuali del nostro Angelo che in questo caso prende il nome di Angelo del giorno: questi cinque giorni di reggenza ci vengono messi a disposizione dal nostro Angelo Protettore e rappresentano momenti privilegiati per comunicare con lui.

Gli Angeli del giorno sono legati al nostro corpo astrale e influenzano sentimenti, relazioni, amicizia e sogni. Ciascuno dei settantadue Angeli influenza inoltre le nostre idee per venti minuti nel corso della giornata. Questi sono chiamati Angeli dell’ora di nascita o Angeli delle missioni e ci aiutano ad aumentare le capacità mentali e intellettuali. Per conoscere il nostro Angelo dobbiamo sapere l’ora precisa in cui siamo nati.

Ad ognuno dei settantadue Angeli è stato attribuito un nome che è la definizione precisa della sua emanazione. Ogni lettera dell’alfabeto ebraico antico esprime una determinata capacità, idea o impulso. I loro nomi quindi sono una specie di formula che rivela, a chi sa, le qualità dell’Angelo a cui si riferisce. I loro nomi sono tutti cifrati in questi versetti: se si congiunge la prima lettera del primo versetto con l’ultima del secondo e con la prima del terzo si ottiene il nome della prima delle settantadue energie angeliche WHW o Wehewuyah come viene pronunciata.

La conoscenza delle energie e degli impulsi angelici non va sprecata, viene tradita se non produce, perché ciò che ognuno di noi può fare è più di quello che sta già facendo.

Ogni problema che ci viene incontro deve essere vissuto come l’annuncio di un Angelo che aspetta solo di essere vissuto da noi.

Gli Angeli fluiscono in noi e per noi attraverso la loro energia ciò che occorre è non intralciare questo flusso.

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